02.19.08
Posted in Cazzabbubbole tecnologiche at 8:04 pm by hayabusa
Pare che nella diatriba tra i formati ci avviamo ad avere un vincitore sensibilmente prima del previsto.
Notizia di questi giorni è la dichiarazione di un “insider” di Toshiba (promotrice del formato HD DVD) che ha sostenuto che la sua azienda sia pronta ad abbandonare il formato per lasciarlo alla culla dell’oblio in compagnia del Betamax.
In realtà sarebbe semplicemente l’ultimo colpo, vista la quantità di annunci del genere che si sono susseguiti di recente, come intere catene di vendita (una su tutti: Wal-mart) che hanno annunciato la dismissione di tutto il catalogo HD-DVD, o produttori anche di una certa importanza (Warner Bros e National Geographic) che hanno già annunciato che d’ora in poi useranno solo Blu-ray per le produzioni HD.
Quindi l’annuncio di Toshiba pare inevitabile, anche se non si sa quando arriverà.
Incidentalmente qualcuno (Wired) ha anche commentato che la non ancora conclamata vittoria di Sony e del suo Blu-ray potrebbe essere una vittoria di Pirro, visto che da qui ad un paio d’anni, tempo stimato affinchè il Blu-ray conquisti la posizione occupata dal DVD negli ultimi 10 anni, verosimilmente la maggior parte dei contenuti sarà veicolata direttamente via Net su impalpabili e poco costosi (alla produzione) file.
E lo capisco anche… dopotutto: chi me lo farà fare di comprare 40 euro di Blu-ray disk per vedermi un film se lo stesso film ce lo avrò a disposizione a casa mia, anche in alta definizione, quando e come voglio, dalla iptv on demand al costo di 2-4 euro a proiezione, senza nemmeno spostarmi per andare in videoteca e senza nessun problema di compatibilità hardware di formato?
Notare che sto parlando di cose già disponibili oggi anche in Italia (fastweb ha un servizio di questo tipo) non di roba fantascientifica riservata agli USA… E la cosa non può che migliorare, perché la capacità di trasmissione delle linee galoppa anche qui, dove siamo sempre fanalino di coda (4 o 5 anni fa era un sogno avere una linea a 1 Mbit, oggi puoi aggiudicarti una 20 Mbit flat per meno di quel che io spesi per la mia prima connessione 56K…)
Certo che questo crea tutta un altra serie di problemi (se io non ho una copia fisica ed immutabile dell’opera in mia mano, chi mi garantisce che quello che vedo in streaming non sia stato “manomesso” nel frattempo?) ma non è il caso di farsi venire il mal di testa adesso, su questo genere di problemi.
Occhio che non sto dicendo che l’oggetto “disco” venga totalmente superato da tutto ciò, ma insomma… la Sony rischia di aver investito miliardi di dollari per promuovere un oggetto che rischia di vincere un mercato già moribondo da neonato…
Quindi requiem per l’HD-DVD, ma non si può nemmeno gridare “lunga vita” al Blu-ray, che rischia di essere già in difficoltà prima ancora di conquistare il mercato… paradossalmente rischia di morire prima il Blu-ray che non il DVD “semplice”, che può contare su un parco titoli e hardware installato che il più giovane formato se li sogna. E infatti credo che passeranno ancora vari anni prima di trovare un film che esca soltanto in Blu-ray e non in DVD… dopotutto, sono in commercio ancora VHS di film anche molto recenti (il Signore degli Anelli, ad esempio…)
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11.09.07
Posted in Linux&Co at 7:13 pm by hayabusa
Oggi ho scritto un commento a questo articolo di Simone Brunozzi (ubuntista.it). Mi è venuto talmente bene che ho poi pensato di riportarlo qui. (Si, lo so… i veri_blogger_tm scrivono direttamente il proprio articolo in risposta all’articolo dell’altro, poi mandandosi i trackback l’un con l’altro… come si vede che non sono un vero_blogger_tm…)
L’argomento è “Abbiamo ancora bisogno di una console?”
Il mio parere su queste cose lo riassumo spesso in quella che mi piace pomposamente chiamare la “legge di Hayabusa sulle interfacce”, vale a dire che “la potenza di una interfaccia uomo-macchina è inversamente proporzionale alla sua semplicità”.
La più semplice interfaccia a cui si possa pensare è uno switch on-off: è azionabile anche da uno scimpanzè nemmeno troppo furbo, ma ti permette di fare una sola operazione di base.
Più una interfaccia pretende di dare risposta ad ogni task, più essa diventerà complessa e la sua curva di apprendimento più difficoltosa.
La linea di comando è, in assoluto, l’interfaccia più “potente” a cui si possa pensare in termini di flessibilità, precisione, completezza (permette di far fare ad un programma qualsiasi cosa quel programma possa fare, in qualsiasi termini) ma paga questo con la necessità di conoscerne il linguaggio (quanti conoscono a memoria tutte le opzioni del comando “ls”?)
Il corollario a tutto ciò è che è tecnicamente impossibile fare una interfaccia semplice e che faccia tutto. Più è semplice l’interfaccia, più sarà facile trovare funzioni od operazioni che non sono permesse da quella interfaccia.
Il tutto sta nel trovare un giusto compromesso tra le cose che si vogliono fare mediante l’interfaccia considerata e la sua difficoltà.
Ad esempio: è veramente necessario impostare tramite interfaccia grafica il proxy ai repository? O magari questa, per tipologia di operazione (per chi la fa e per quanto sovente la fa) è più che sufficiente demandare al terminale?
Ho poi pensato ad un esempio più trendy: misurate la semplicità e la scarsità di funzioni dell’applet “effetti desktop” contro la completezza e la complessità di CompizConfigSettingManager. Il primo fa il minimo indispensabile (attiva e disattiva compiz), il secondo invece permette di metter mano a quasi qualsiasi opzione di CompizFusion, ma occorre già saperci mettere le mani…
Se CCSM non basta, si può sempre mettere le mani direttamente in gconf (o nei file di testo, se preferite questo sistema), dove veramente potete fare di tutto, ma le capacità richieste per far questo aumentano ancora…
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10.23.07
Posted in malEducazione civica at 9:03 pm by hayabusa
Scena:
Strada provinciale tra due comuni del Torinese.
Eterno rettilineo in decisa salita.
Limite di 50 Kmh.
Una seicento bianca viagga a 70Kmh su quella salita guidata dal proprietario (io)
Si, lo so: abbondantemente oltre il limite di velocità. Praticamente guidavo “come un pazzo”, stando al codice della strada.
Ma allora perché sono stato superato da una betoniera???
Quando capitano queste cose mi chiedo: sono stronzo io ad andare “solo” 20 Kmh oltre il limite, è stronzo il camionista ad andare ben di più con una betoniera (nonostante sul camion abbia in bella mostra il limite massimo di 60) oppure è semplicemente stronzo e senza senso il limite di velocità?
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10.17.07
Posted in Linux&Co at 9:40 pm by hayabusa
Visto che, quasi un anno fa, avevo scritto qualcosa interrogandomi su “Tracker o non Tracker?“, sono lieto ora di scrivere che la risposta è definitivamente “Tracker!”
Finalmente Tracker funziona, e funziona benone. Trova esattamente quel che deve trovare ed è anche molto pratico da usare, grazie alla configurazione predefinita sulla mia fresca Ubuntu 7.10 (Gutsy per gli amici). D’altro canto, da una distribuzione “con le palle” questo è il minimo, no?
Una volta indicizzato il tutto (operazione comunque piuttosto rapida), la presenza di Tracker sul sistema è pressoché impercettibile, e richiamarlo per fare una ricerca è la cosa più facile del mondo, tramite l’apposito strumento di ricerca o tramite l’impagabile deskbar (anch’essa finalmente funzionante perfettamente. Provatela, se non l’avete mai fatto, vi cambierà la vita informatica).
Pollice alzato per Tracker, quindi, e anche un po’ per Ubuntu, che ha fatto un’altra scelta vincente.
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10.14.07
Posted in Linux&Co at 7:30 pm by hayabusa
Devo dire che è passato parecchio tempo da quando potevo definirmi un videogiocatore. Ho smesso di correre dietro all’ultimo gioco uscito da parecchio tempo, anche perché personalmente ero un appassionato di avventure grafiche e di recente non è che se ne siano viste poi molte…
A tutto ciò, aggiungete il fatto che sono anni che sul mio PC domestico non esiste più una partizione windows (che è il sistema per cui è concepito almeno il 90% dei giochi di una certa levatura) e il quadro è completo.
Anche World of Warcraft, pluriosannato gioco di ruolo online (o MMORPG, come si dice ora) che si è rivelato facilissimo da far funzionare sotto wine, non mi ha mai attirato un gran che, e l’ho abbandonato finiti i 15 giorni di prova ottenuti con la confezione demo.
Ieri però stavo facendo il mio solito giro di cazzeggio da Saturn e i miei occhi si sono posati sulla confezione del gioco Syberia volume 1, un adventure di cui avevo sentito parlare come molto bello ma che, ovviamente, non avevo giocato per le solite ragioni di compatibilità.
Immaginatevi la mia sorpresa quando ho scoperto che si trattava di una versione giocabile su un normale DVD player da salotto. Mi son detto: “ma se basta un player da salotto, dev’essere sicuramente giocabile anche da totem!”
Quindi, per la modica cifra di 7,90 €, mi son portato a casa il gioco e, devo dire, per il momento non delude. Ho poi scoperto che questa versione, della Blue Label Entertainment, è in giro in pratica da due anni… non deve aver avuto molto successo, temo.
Certo, ci sono dei compromessi da accettare ad editare un gioco in questo modo: ad esempio le aree in cui puoi “cliccare” sono immediatamente evidenziate (niente pixel hunting, insomma, il che semplifica parecchio le cose), e ovviamente il salvataggio non è previsto. Nel senso che semplicemente il gioco è diviso in capitoli, esattamente come si fa con i film in DVD, e l’impossibilità di salvare è compensata dalla possibilità di saltare ad un capitolo qualsiasi immediatamente. Un capitolo qualsiasi vuol dire anche un capitolo che non avete ancora giocato, naturalmente…
Alla fine quindi la libertà d’azione che il giocatore ha è comunque vincolata alla linearità della storia, al fatto che è previsto che il giocatore faccia esattamente certe cose in un ordine più o meno prestabilito, il che di solito è considerato un brutto difetto per un gioco di ruolo, ma è solitamente accettato, entro certi limiti, per un adventure.
Ok… Com’è il gioco in sè? Beh… l’ho appena iniziato ma promette bene. Alla fine non mi spiacerebbe provare anche le altre avventure grafiche prodotte da BLE in questo formato, visto che lo posso giocare anche su linux… in attesa che qualcuno si decida a offrire una piattaforma linux-based per il gaming che sia appetibile ad aziende e sviluppatori…
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