Archive for Linux&Co

11.09.07

La legge di Hayabusa sulle interfacce

Posted in Linux&Co at 7:13 pm by hayabusa

Oggi ho scritto un commento a questo articolo di Simone Brunozzi (ubuntista.it). Mi è venuto talmente bene che ho poi pensato di riportarlo qui. (Si, lo so… i veri_blogger_tm scrivono direttamente il proprio articolo in risposta all’articolo dell’altro, poi mandandosi i trackback l’un con l’altro… come si vede che non sono un vero_blogger_tm…)

L’argomento è “Abbiamo ancora bisogno di una console?”

Il mio parere su queste cose lo riassumo spesso in quella che mi piace pomposamente chiamare la “legge di Hayabusa sulle interfacce”, vale a dire che “la potenza di una interfaccia uomo-macchina è inversamente proporzionale alla sua semplicità”.

La più semplice interfaccia a cui si possa pensare è uno switch on-off: è azionabile anche da uno scimpanzè nemmeno troppo furbo, ma ti permette di fare una sola operazione di base.
Più una interfaccia pretende di dare risposta ad ogni task, più essa diventerà complessa e la sua curva di apprendimento più difficoltosa.

La linea di comando è, in assoluto, l’interfaccia più “potente” a cui si possa pensare in termini di flessibilità, precisione, completezza (permette di far fare ad un programma qualsiasi cosa quel programma possa fare, in qualsiasi termini) ma paga questo con la necessità di conoscerne il linguaggio (quanti conoscono a memoria tutte le opzioni del comando “ls”?)

Il corollario a tutto ciò è che è tecnicamente impossibile fare una interfaccia semplice e che faccia tutto. Più è semplice l’interfaccia, più sarà facile trovare funzioni od operazioni che non sono permesse da quella interfaccia.

Il tutto sta nel trovare un giusto compromesso tra le cose che si vogliono fare mediante l’interfaccia considerata e la sua difficoltà.
Ad esempio: è veramente necessario impostare tramite interfaccia grafica il proxy ai repository? O magari questa, per tipologia di operazione (per chi la fa e per quanto sovente la fa) è più che sufficiente demandare al terminale?

Ho poi pensato ad un esempio più trendy: misurate la semplicità e la scarsità di funzioni dell’applet “effetti desktop” contro la completezza e la complessità di CompizConfigSettingManager. Il primo fa il minimo indispensabile (attiva e disattiva compiz), il secondo invece permette di metter mano a quasi qualsiasi opzione di CompizFusion, ma occorre già saperci mettere le mani…
Se CCSM non basta, si può sempre mettere le mani direttamente in gconf (o nei file di testo, se preferite questo sistema), dove veramente potete fare di tutto, ma le capacità richieste per far questo aumentano ancora…

10.17.07

Tracker!

Posted in Linux&Co at 9:40 pm by hayabusa

Visto che, quasi un anno fa, avevo scritto qualcosa interrogandomi su “Tracker o non Tracker?“, sono lieto ora di scrivere che la risposta è definitivamente “Tracker!”

Finalmente Tracker funziona, e funziona benone. Trova esattamente quel che deve trovare ed è anche molto pratico da usare, grazie alla configurazione predefinita sulla mia fresca Ubuntu 7.10 (Gutsy per gli amici). D’altro canto, da una distribuzione “con le palle” questo è il minimo, no?

Una volta indicizzato il tutto (operazione comunque piuttosto rapida), la presenza di Tracker sul sistema è pressoché impercettibile, e richiamarlo per fare una ricerca è la cosa più facile del mondo, tramite l’apposito strumento di ricerca o tramite l’impagabile deskbar (anch’essa finalmente funzionante perfettamente. Provatela, se non l’avete mai fatto, vi cambierà la vita informatica).

Pollice alzato per Tracker, quindi, e anche un po’ per Ubuntu, che ha fatto un’altra scelta vincente.

10.14.07

Avventure grafiche con Linux

Posted in Linux&Co at 7:30 pm by hayabusa

Devo dire che è passato parecchio tempo da quando potevo definirmi un videogiocatore. Ho smesso di correre dietro all’ultimo gioco uscito da parecchio tempo, anche perché personalmente ero un appassionato di avventure grafiche e di recente non è che se ne siano viste poi molte…

A tutto ciò, aggiungete il fatto che sono anni che sul mio PC domestico non esiste più una partizione windows (che è il sistema per cui è concepito almeno il 90% dei giochi di una certa levatura) e il quadro è completo.
Anche World of Warcraft, pluriosannato gioco di ruolo online (o MMORPG, come si dice ora) che si è rivelato facilissimo da far funzionare sotto wine, non mi ha mai attirato un gran che, e l’ho abbandonato finiti i 15 giorni di prova ottenuti con la confezione demo.
Screenshot dal giocoIeri però stavo facendo il mio solito giro di cazzeggio da Saturn e i miei occhi si sono posati sulla confezione del gioco Syberia volume 1, un adventure di cui avevo sentito parlare come molto bello ma che, ovviamente, non avevo giocato per le solite ragioni di compatibilità.
Immaginatevi la mia sorpresa quando ho scoperto che si trattava di una versione giocabile su un normale DVD player da salotto. Mi son detto: “ma se basta un player da salotto, dev’essere sicuramente giocabile anche da totem!”
Quindi, per la modica cifra di 7,90 €, mi son portato a casa il gioco e, devo dire, per il momento non delude. Ho poi scoperto che questa versione, della Blue Label Entertainment, è in giro in pratica da due anni… non deve aver avuto molto successo, temo.
Certo, ci sono dei compromessi da accettare ad editare un gioco in questo modo: ad esempio le aree in cui puoi “cliccare” sono immediatamente evidenziate (niente pixel hunting, insomma, il che semplifica parecchio le cose), e ovviamente il salvataggio non è previsto. Nel senso che semplicemente il gioco è diviso in capitoli, esattamente come si fa con i film in DVD, e l’impossibilità di salvare è compensata dalla possibilità di saltare ad un capitolo qualsiasi immediatamente. Un capitolo qualsiasi vuol dire anche un capitolo che non avete ancora giocato, naturalmente…
Alla fine quindi la libertà d’azione che il giocatore ha è comunque vincolata alla linearità della storia, al fatto che è previsto che il giocatore faccia esattamente certe cose in un ordine più o meno prestabilito, il che di solito è considerato un brutto difetto per un gioco di ruolo, ma è solitamente accettato, entro certi limiti, per un adventure.
Ok… Com’è il gioco in sè? Beh… l’ho appena iniziato ma promette bene. Alla fine non mi spiacerebbe provare anche le altre avventure grafiche prodotte da BLE in questo formato, visto che lo posso giocare anche su linux… in attesa che qualcuno si decida a offrire una piattaforma linux-based per il gaming che sia appetibile ad aziende e sviluppatori…

Ho aggiornato a Gutsy

Posted in Linux&Co at 2:17 pm by hayabusa

Ho aggiornato a Gutsy. Ovvero, per i non addetti ai lavori, ho fatto l’aggiornamento del mio sistema operativo (Ubuntu linux) dalla versione 7.04 (nome in codice Feisty Fawn) alla versione 7.10 (nome in codice Gutsy Gibbon), che verrà rilasciata ufficialmente tra un paio di giorni quindi, a rigore, ho installato quella che in gergo viene definita “release candidate”.

Ok, non è una gran notizia, e coloro che non usano una qualsivoglia distribuzione linux non capiranno un gran che del perché si dovrebbe aggiornare un sistema operativo ogni sei mesi, ma è proprio questo il discorso: uno non deve ma, se vuole, può.

Nella fattispecie, aggiornando, non ho perso nessuna delle mie impostazioni o preferenze (a parte un minimo problemino con la configurazione degli effetti del desktop, che ho dovuto rifare) ma soprattutto si sono sistemati alcuni piccoli ma fastidiosi problemini che avevo con la vecchia versione. E alla fine incredibilmente il sistema mi sembra nuovamente più leggero di com’era prima (di questo passo il pc non lo cambierò mai…)

Il sistema di aggiornamento di Ubuntu, tra l’altro, grazie a mamma Debian è tale per cui, mentre lui si aggiorna, tu continui tranquillamente a fare quel che facevi prima: chattare, mandare mail, navigare… Insomma: una cosa veramente indolore. Perché non aggiornare, dunque?

12.26.06

Tracker o non tracker?

Posted in Linux&Co at 8:34 pm by hayabusa

Ok, mi rendo conto di risultare antipatico, ma spero che qualcuno la prenda più che altro come uno stimolo a migliorare qualcosa di già buono, non come una critica sterile o una guerra di religione…
Stavo pacioccando con la gnome-deskbar (gran bello strumento) e quindi con tracker, per migliorare l’efficenza del mio sistema operativo. In fondo, mi sono detto, una cosa come la deskbar sembra fatta apposta per essere pappa e ciccia con tracker.
Stabiliti i paletti degli attuali limiti di tracker (come la mancanza dell’indicizzazione di rubrica e mail) che mi dicono saranno implementati in future versioni, stavo facendo un po’ di ricerche quando mi accorgo che c’è qualcosa che non mi convince…. apro allora direttamente tracker-desktop-tools, giusto per evitare di sentirmi dire che il problema è dell’handler della deskbar (quel “programmino” che interfaccia la deskbar a tracker) e faccio una ricerca semplice semplice…
Tracker fa cilecca
EH? Il file c’è, è lì sul desktop… e lui non me lo trova, proponendomi per contro tutta una serie di altri file…
Ovviamente i più smaliziati noteranno che il file si chiama “confronto_costi.ods” mentre la ricerca è per “confronto costi” (con lo spazio), ma francamente mi pare inutile avere un sistema di ricerca “evoluto” se poi mi devo ricordare a mente l’esatta compitazione del nome di un file…
Per contro c’è di buono che ho finalmente capito come far funzionare il “taggatore” di tracker (quello script in python che si occupa di mettere i “tag” a tutti i file, e che per questo dovrebbe facilitarci la vita. Semplicemente servono una quantità di dipendenze che non mi erano state dette in un primo tempo: python-gtk2 python-dbus python-nautilus python2.4-dev
Detto questo…. naturalmente se metto un tag su una immagine png e poi faccio una ricerca generica “tutti i documenti” per quel tag, lui trova l’immagine, ma se faccio una ricerca “Immagini” con quel tag no…
Mah… sono sempre più perplesso…

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